6.10.08

Shoot Them Down And Set Me Free

Hai massacrato tutto. Il cuore, il cervello, l'anima.
Ed ora ti ritrovo, io sgretolata, tu con la solita faccia di bronzo. Sbiadita.
Neanche immagini cosa ho fatto per averti e poi dimenticarti.
Ho cancellato la mia essenza, ho sbranato la mia anima.
Ho condiviso intimità con persone a cui non avrei offerto da accendere.
Sperando di ottenere un risultato.
Ho ascoltato altro, molto altro, per allontarti, ho bevuto più di quanto potessi sapendo che lo odiavi.
Ed ho mangiato tutte le spine.
Non fare questo.
Non ne posso più.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Come si fa a lasciare un "commento" a qualcosa di così personale, senza scrivere banalità?
Mi chiedevo allora, forse stupidamente, quale fosse il senso di un forum, non il tuo in particolare, difficile da trovare, difficile da contattare, almeno dall'esterno. Ma forse non è il contatto il motivo primo di uno spazio così. Forse lo scopo primo è l'esistenza, e la resistenza, o almeno così l'ho immaginato. Ed avrebbe in questo lo stesso valore dei miei quaderni, ultimo appiglio all'esistenza quando non c'è niente fuori, ultimo spazio in cui accucciarsi per resistere al vento che mi spazza via. O come valvola di sfogo, anche. Quando la concentrazione dello scuro nelle viscere, quando il dolore o la tristezza o la rabbia raggiungono livelli di guardia, quando non ne posso genericamente più, allora scrivo, e dopo non è meglio, ma almeno non scoppio (chissà poi se in fondo non sarebbe meglio scoppiare, ma intanto...).
Ecco, questo è quanto.

Hai poi più distolto gli occhi dall'oscurità?
Io, se c'è una qualche luce, non l'ho ancora capito, e probabilmente non c'è niente da capire. L'oscurità mi fissa, a volte in modo intollerabile. E intanto cerco, spesso dormo, a volte mi fermo e non vorrei dovermi rimettere a camminare. Ma cosa c'è d'altro oltre al camminare?

Spero tu possa non dover ingoiare troppe spine, nei prossimi giorni.
Da un altro buio,
a presto

P. ha detto...

Questo posto non è nato per gli altri. Magari qualche canzone sparsa, poco altro.
E' il mio pozzo di San Patrizio, dove getto pensieri per liberarmene o per fissarli. Non ha nessun senso. Ma esiste. E cerca talvolta di resistere.
Sono come i tuoi quaderni. Ma ho bisogno di perdermi nella rete. E magari domani svegliandomi scopro che questo posto non esiste, o forse non è mai esistito.
L'oscurità è un velo che si contrappone tra gli occhi e l'esterno. E' difficile liberarsene. Camminare facilita i pensieri, e mostra le sfumature dell'oscurità. Perché ancora bramiamo sfumature...