5.5.11

(More Haste Less Speed)

Due anni fa decisi di imbiancare delle pareti.
O meglio imbrattarle.
Soffocando con la malta il Signor CHI. E me.

Giorni fa, complice la primavera e il senso di claustrofobia, decido di riemegere.
Trovarsi faccia a faccia, a tu per tu con il muro, ha qualcosa di spirituale.
Io, Spugna, Paletta ed il mio ritrovato Tramezzo.
E già sento che comincia a librarsi, a respirare, comunicare.

La vecchia vernice è stata letteralmente gettata, sfidando la forza di gravità, senza diluirla, e con un impercettibile e insopportabile buccia d'arancia. Ora viene via come carta da parati, come la pelle seccata dal sole. E l'effetto è quello di scorticare l'etichetta di un' immensa birra come ai tempi dello Zoobar. Distensivo.



Sto scolpendo il limo riportando il muro in superficie. La temperatura della parete è cambiata, è più fresca. Ed anche a me sembra già di respirare meglio. Il Signor CHI approva.

La fretta rallenta, non porta alcuna soddisfazione, ed i lavori fatti con approssimazione hanno vita breve.

Come le scorciatoie.

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