
Silenzioso amico di molte lontananze, senti,
come ancora il tuo respiro accresce lo spazio.
Nella travasatura di foschi ceppi di campana lasciati suonare. Quello che ti consuma
diventa forza, grazie a questo nutrimento.
Entra ed esci dalla metamorfosi. Qual è l’esperienza che più ti duole?
Se amaro è bere, diventa vino.
Sii in questa notte dell’eccesso magica forza all’incrocio dei tuoi sensi, e dal loro strano incontro sii il senso.
Se le cose terrene ti hanno dimenticato,
dì alla terra silenziosa: io scorro.
E all’acqua rapida, parla: io sono.
Orpheus Leading Eurydice from the Underworld - J.P.C. Corot
Sonetti a Orfeo XXIX - R.M. Rilke