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5.10.08

Ovaltine?



F.: Niente grazie, sono alquanto stanco.
Frau B.: Allora io dico buonanotte.
F.: Buonanotte!
Frau B.: Buonanotte caro! Buonanotte Herr Doktor.
F.: Buonanotte Frau Blucher!

13.9.08

Some Static Is Lulling Me To Sleep

Ore 11:30. Interno austero. Ascensore in salita.
50enne in avanzata demenza senile e abbronzatura disadratante gioca a fare il viveur con camicia hawaiana e pantaloni bianchi nel primo giorno di pioggia autunnale.
30enne, occhi piantati in basso per evitare di mostrarli perennemente lucidi, maglia nera e giacca grigia.

R: Per te il tempo non passa mai?
P: Invecchio dentro.

Salvifico fu l'avvento di un messaggio tim. Gli operatori telefonici da un po' di tempo a questa parte arrivano al momento giusto.



Courtesy of Beck

8.6.08

Lake Of Fire

P.= Piromane

Il fuoco mi ha sempre attratta, ma in Terra d'Albione ho avuto prova del legame che ci unisce.
Durante il soggiorno britannico usavo accompagnarmi a del vino ungherese da 2 Pound, Mayfair Lights, letture e sogni.
E fu così che una notte l'ungherese, forse rivendicando i passati conflitti, sconfisse l'italiana stendendola senza pietà.
La passione per l'illuminazione perfetta mi portava a tenere sempre delle candele accese.
DeLight.
Quella notte l'esteta ungherese consumò la sua vendetta impedendomi di spegnerle.
Castelli di rabbia, compatriota, venne in soccorso. Ma il tempo si fermò. Andai in bagno, e trovai tracce di fuliggine intorno alle narici. Ormai ero Rapita.
Poi fu la volta delle sigarette lasciate scivolare con noncuranza nel letto, ma smisi subito. Sporcavano e basta.
Allora ho cominciato con i castelli. Ne costruivo di maestosi, grandi, pieni di luce e di speranze. Per poi incendiarli, dissolvendomi.
Credevo di aver concluso. Invece no, avevo solo passato il livello. E l'ungherese con quel patto di fuliggine non mi ha abbandonata. Cambio forma al castello per poi distruggerlo. Dimenticando e mentendo per sentirmi meglio. Ripetendo lo stesso gioco.

Allora cerco di scrivere.
Ma non sulla carta, potrebbe bruciarsi.

3.6.08

This girl I know needs some shelter

Mentre cercavo delle staffe perdute, ho ritrovato un vecchio telefono fermo a novembre 2006. Con alcune foto. Di un Bozo ferito dal trasloco, di un cappello vagabondo e una gatta affezionata. Apro i messaggi. Colmi di trasporto, passioni e promesse. Sospese a quel novembre 2006, uno dei più caldi. Ibernate.



Si tratta di un telefono che ha avuto una vita breve, riesumato il pomeriggio in cui il Nokia ha iniziato a fare bizze. Già le aveva fatte una volta. In settembre. Aveva mandato un messaggio a mezzanotte chiedendo di andare a prendere un caffé. L'unica volta in cui il destinatario non ha chiuso la porta in faccia. So anche perché. Non sono stata io a mandarlo.



Stanotte sono stata spaventata da un serpente, lungo e dalla pelle color bruciato. Passava da un palazzo all'altro strisciando sull'acqua. Il Nord ne era affascinato, lo teneva sulla spalla. Io per niente. Deve essere stato perché ieri ho indossato una gonna. Dopo almeno 15 anni. Non sono cose da prendere sottogamba queste, se ne pagano le conseguenze.



Sarà meglio cercare protezione, che alle staffe c'ho rinunciato.

21.2.08

Our Mutual Friends...

Giorni fa ne ho parlato con Neil.
Ne è rimasto molto amareggiato.
Ha ricordato le volte in cui
lo abbiamo illuminato dai momenti bui.

Anche Somoji non l'ha presa molto bene.
Per punizione mi ha fatto fare un compito.

Io gli ho spiegato che è la vita, che succede,
ma come ben sai i romantici non
comprendono la logica.

Picky Bastard Support Fools