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28.11.08

(nice dream)

Dilatare è il fondamento.
Conoscere le risposte senza porre domande
perché superflue.
Un Deja Vu. Riprendere il corso naturale
come un fiume che si distende in mare.

Battaglia silente contro il tempo e chi lo uccide.
Il lavoro lo stato e le convenzioni.
Raduno forze per rarefare il tempo.



Le Petit Jardinier - F. Bazille

24.11.08

A Sleep Trance, A Dream Dance


Preferisco rifiutare consolazioni per continuare a sognare l'ideale.

Giardino delle delizie - Hieronymous Bosch

5.11.08

I Wish That Something Would Happen

Era da un po' che non andavo sul blog di Beppe Grillo perché anche lui è un idolo. E gli idoli mi stuccano. Vado spesso su disinformazione.it, ed oggi, dopo aver letto un articolo sulla carne (mi sa che lì sono vegani) ho deviato per travaglio e grillo.

Non mi sono interessata a queste elezioni americane, ma ieri non ho potuto fare a meno di togliere il telo dalla TV per vedere cosa stava accadendo. Il cavallo di Troia, come dice lui, mi pare che sia così. Anche se una vaga speranza provo ad averla. Ed il confronto è stato d'obbligo. Ed ho pensato che magari loro, almeno per un giorno, una settimana un mese possono sognare. Che qualcosa cambi. E noi siamo qui. Ad avere una schiera di corrotti ottuagenari in parlamento, nella burocrazia, nei giornali. Ovunque. Sono come topi, siamo invasi. E restistono a tutto. Vengono commemorati. Nel caso muoiano, per morte naturale naturalmente, mai a nessuno gli succeda una cazzo di disgrazia.

Vorrei espatriare, ma non so dove. Appartengo a questi paesaggi
ma non a questa cultura. Che cerca di inglobarti, e poi ti isola.
Vorrei solo essere tranquilla. Senza idoli o emarginati.

2.11.08

You Name The Drama And I'll Play The Part

Provo gusto a sfogliare i vecchi libri che sono nella mia libreria. Mi piace guardare le sottolineature, e molto spesso conservano foto ed altri ricordi che ho nascosto per il piacere dell'effetto sorpresa. (Adoro stupirmi).
E così ho ritrovato una guida su cui avevo lavorato epoche fa.
L'unico lavoro che non consideravo un impiego.
Era per una piccola casa editrice che si occupava di cinema.
Proprio nel momento in cui sono approdata partiva un nuovo progetto. Una guida sui registi. Inizialmente lavoravo da casa. Passavo serate a leggere libri per trovare citazioni da inserire nella guida. Le più divertenti ovviamente erano quelle di Hitchcock.
"Bisogna lottare contro le chiacchiere e contro quelli che impiegano cinque minuti per sedersi. Ecco perché dopo i titoli di testa metto inquadrature molto drammatiche".
Poi c'era Bunuel: "Il Surrealismo nel cinema è nato quando ci si è chiesti cosa si potesse fare con mille spettatori se non distruggere, intaccare tutti i loro valori".
C'era una affermazione di Jean Vigo che considerando il tempo mi colpì: "Il pubblico non sceglie più gli spettacoli: va al cinema a giorni fissi e mai per guardare un film".
Passavo il tempo ad informarmi sul cinema ed a guardare film.
Ma pagavano poco e male.
Lavori del genere se li può permettere chi non ha necessità di coprire un conto. Perchè sicuramente non sarà mai in rosso.

E questo era il regista che preferivo.

17.9.08

I Guess it Must be Some Kind of Holiday

L'altra notte, anche se poi era giorno, ho visto un serpente dietro alcune tavole. Una femmina. Cerco di allontanarmi per lasciarla andare, ma come spesso accade in queste situazioni non riesco a muovermi. Lei è bella, color sabbia, e per la prima volta non ho paura. Sento che è lei ad averne. Io non posso indietreggiare e lei è costretta ad avanzare. Si avvolge lentamente alla caviglia e mi morde. Me lo merito. Però non fa male, è delicata. La prendo e la porto in giardino. Rientro e trovo degli spaghi sul pavimento. Si muovono. Sono i figli del serpente. Ho paura di calpestarli, non sono cattolica. Uno ad uno li metto delicatamente sul letto. Appena li tocco si arrotolano e diventano rigidi. Delle ciambelle. Le raccolgo tutte e le porto fuori. E vedo mamma serpente con una pancia gonfissima ed il compagno che la sostiene allontanarsi strisciando.

Finalmente ho fatto pace coi serpenti.
O forse sto solo cambiando pelle.

26.7.08

No Hidden Catch No Strings Attached

La A maiuscola è un'operazione commerciale.

Basta sensi unici ed esclusivismi.
Non più idealizzazioni.
Solo condivisione selezionata.

Amare, nel senso tradizionale,
è quanto di più minuscolo
possa esistere.

8.7.08

How To Prepare A Dream




Ogni mese ha il suo tristemente famoso evento catastrofico sepolto nella memoria collettiva. E' un concetto su cui lavoro che cerco di sviluppare. Si chiama Disastrology.

Nei sogni sei sopraffatto dalle emozioni

La casualità è molto difficile da riprodurre

Ogni grande idea è al confine con la stupidità


Science Of Sleep

15.6.08

The Devil Collects It With A Grin

Jung sosteneva che i vermi sono legati alla libido e possono indicare regressione o di distruttività. Al di là di questi significati più archetipici i vermi nei sogni vanno considerati per le sensazioni generali che la loro vista suscita, in primo luogo il senso di invasione, di ansia e fastidio.

La loro abbondanza e il loro brulicare richiama, una intrusione nel sistema primario dell'individuo. Ci si sente invasi, violati, qualcosa o qualcuno è riuscito ad avvicinarsi al mondo più intimo procurando una sensazione di allerta o di pericolo.

In alcune immagini oniriche, rappresentano qualcosa o qualcuno che viene percepito come sgradevole, o giudicato inferiore, malsano, sleale. Possono alludere al deterioramento di un rapporto o di una situazione, ad un cambiamento non controllabile e non voluto.

3.6.08

This girl I know needs some shelter

Mentre cercavo delle staffe perdute, ho ritrovato un vecchio telefono fermo a novembre 2006. Con alcune foto. Di un Bozo ferito dal trasloco, di un cappello vagabondo e una gatta affezionata. Apro i messaggi. Colmi di trasporto, passioni e promesse. Sospese a quel novembre 2006, uno dei più caldi. Ibernate.



Si tratta di un telefono che ha avuto una vita breve, riesumato il pomeriggio in cui il Nokia ha iniziato a fare bizze. Già le aveva fatte una volta. In settembre. Aveva mandato un messaggio a mezzanotte chiedendo di andare a prendere un caffé. L'unica volta in cui il destinatario non ha chiuso la porta in faccia. So anche perché. Non sono stata io a mandarlo.



Stanotte sono stata spaventata da un serpente, lungo e dalla pelle color bruciato. Passava da un palazzo all'altro strisciando sull'acqua. Il Nord ne era affascinato, lo teneva sulla spalla. Io per niente. Deve essere stato perché ieri ho indossato una gonna. Dopo almeno 15 anni. Non sono cose da prendere sottogamba queste, se ne pagano le conseguenze.



Sarà meglio cercare protezione, che alle staffe c'ho rinunciato.

3.2.08

Been Waiting For The Night To Fall

Prossima ambizione:
Diventare una botte da Sherry.
E far aspettare, con gusto, come lui.




Picky Bastard support Stillness

2.2.08

Let's Go And Throw All The Songs We Know...

Si parlava di viaggi a ritroso.
Da qui è iniziato tutto

Poi dal camerino ho visto questo

Il parco imperiale di Schönbrunn risale ad uno dei primi ricordi d'infanzia.
Dai 2 ai 4 anni ho vissuto a Vienna.
Fu li che ebbi la mia prima bicicletta. Gialla.
E mi spaventai quando, nel parco coperto di foglie, passeggiando con la bicicletta nuova fiammante sono stata intimata a scendere.
Schön = Scendi. Come il castello. Appunto.



Ora che ricordo l'ho visto un'altra volta. Qualche mese fa.
Decapitato.
Il Lipizzano è una razza pregiatissima voluta dall’arciduca Carlo d’Austria.
Nel 1580 fa importare a Lipizza (Carso), che al tempo faceva parte dell’Austria, degli stalloni da incrociare con cavalli andalusi.
Da qui i bianchi cavalli Lipizzani.
Mica un cavallo qualunque. Dunque.
E' anche considerato uno dei cavalli più longevi.
Io lo vedo sempre malmesso.

Di ritorno a Roma, i miei comprano due cavalli Lipizzani della prestigiosa Augarten Porcelain Factory come ricordo.
Un pomeriggio, in casa con mio fratello, pensiamo bene di ascoltare della buona musica, non proprio asburgica, tantomeno Lipizzana, ad un volume non propriamente da pensionato.
Inseriamo sul piatto il 45 giri , ma sia uno dei nobili cavalli, che alcuni cristalli donati ai miei come regalo di nozze, non apprezzando il genere, si suicidano con un salto dall'ultimo piano di una vetrina.

Quello che è avvenuto dopo l'ho rimosso.

Il superstite ancora lo piange. Oggi l'ho confortato. Ma continua a pensarla come il Reverendo Shaw Moore.
Fortuna che Tallio è di un'altra pasta.


Picky Bastard
support Comprehension

1.2.08

They're On The Lovers Sofa

Eravamo al 101.
C'era anche Tallio.

All'interno giardini principeschi e cavalli bianchi, feriti.
C'era un sacco di gente.
Anche uno con la Ferrari. Per fare manovra la rovina.
Erano tutti tossici. Inalavano Eroina.

Perdo un dente. Lo sfilo dalla bocca.
Ma in realtà il dente è di uno squalo.

Volevano parlare con me.
Io ho sonno. E stringo Tallio.
E dormo. Per quasi tutto il tempo.
Di gusto.

Picky Bastard support Rest

Original Soundtrack Courtesy Of Blur