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29.3.11

...Weird Fishes...


In periodi di recessione scelte e soluzioni si riducono all'essenziale.
Dovrebbe essere una buona abitudine,
ma noi siamo mediterranei,
abituati a pensare al riciclo come un' accozzaglia di dubbio gusto
che i bambini regalano per natale.

L'idea invece è coltivare.
Dare un'anima al complemento oggetto.
Decontestualizzare - Senza mortificare.

Per questo motivo oggi l'argomento trattato è la Boccia.
E non c'è niente da ridere.
Per andare incontro ai pesci rossi, senza nulla togliere alla bellezza di quella bolla di vetro, reinventiamone un uso.

Contenitore perfetto come svuotatasche o borse. Vaso per i fiori o piante grasse.

Passo all'esempio pratico, decisamente féminin:
Campioni di creme. Tenerli in evidenza aiuta a ricordare di usarne prima di comprare una nuova crema, (Recessione!) e solo alla vista sono un ristoro per la mente.
Presagiscono cura, idratazione e relax.

L'unico incoveniente di tenerle in vista è la polvere, mortale amica del CHI.

CHI? Esatto, proprio lui...


Allora ho recuperato la boccia di cui sopra.
E ce le ho schiaffate dentro.

In rispetto Nostro, del CHI e dei Pesci Rossi.

3.3.09

Everything in Its Right Place


.PUNTODIFUGA.



F. Giuffrida

Necessità di attesa e solitudine per comprendere.
Poter riflettere e segnare un percorso necessario.
Non perdersi, ritrovarsi.
Parallele all'orizzonte.
Nascente luce.
.PROSPETTIVA.

28.11.08

(nice dream)

Dilatare è il fondamento.
Conoscere le risposte senza porre domande
perché superflue.
Un Deja Vu. Riprendere il corso naturale
come un fiume che si distende in mare.

Battaglia silente contro il tempo e chi lo uccide.
Il lavoro lo stato e le convenzioni.
Raduno forze per rarefare il tempo.



Le Petit Jardinier - F. Bazille

5.11.08

I Wish That Something Would Happen

Era da un po' che non andavo sul blog di Beppe Grillo perché anche lui è un idolo. E gli idoli mi stuccano. Vado spesso su disinformazione.it, ed oggi, dopo aver letto un articolo sulla carne (mi sa che lì sono vegani) ho deviato per travaglio e grillo.

Non mi sono interessata a queste elezioni americane, ma ieri non ho potuto fare a meno di togliere il telo dalla TV per vedere cosa stava accadendo. Il cavallo di Troia, come dice lui, mi pare che sia così. Anche se una vaga speranza provo ad averla. Ed il confronto è stato d'obbligo. Ed ho pensato che magari loro, almeno per un giorno, una settimana un mese possono sognare. Che qualcosa cambi. E noi siamo qui. Ad avere una schiera di corrotti ottuagenari in parlamento, nella burocrazia, nei giornali. Ovunque. Sono come topi, siamo invasi. E restistono a tutto. Vengono commemorati. Nel caso muoiano, per morte naturale naturalmente, mai a nessuno gli succeda una cazzo di disgrazia.

Vorrei espatriare, ma non so dove. Appartengo a questi paesaggi
ma non a questa cultura. Che cerca di inglobarti, e poi ti isola.
Vorrei solo essere tranquilla. Senza idoli o emarginati.

10.10.08

T.S.H.




With a Gun and a Pack of Sandwiches

8.6.08

That’s black around, that always stares



Why must I be the thief?
Why must I be the thief?
Oh Lord please won’t you tell me
Why must I be the thief?

Why must I be the thief?
He asked of the hanging man
And how come you’re the only one
That’s black around, that always stares

Why must I be the thief?
He asked to the hanging man
And how come you’re the only one
Who gives me open arms?
Why must I be the thief
He cursed and then he cried
And the hanging man held out his hand
And looked beyond his scars

The thief was drawn to the cross
To share that other’s fate
But the Jesus man says "Not now"
"My brother not now, it’s far too late"

Far too late

Do what you must
Take what you can
Steal the heart from every man
Every angry man
Every angry man
Every angry man

I am the thief
I am the thief
And you can run
Yes you can run
But I will get you yet
Yes I will
Because of you, because it’s just your pride
It's justified

I will get you yet
Cause it’s justified
I will get you yet
It’s justified

13.2.08

In Haunted Attics

Un fine settimana perfetto.
Vino, Circolo degli Artisti, musica, ozio, massaggi, Porta Portese,
libri, film, pizza e flussi di coscienza.

Fino a quando non appare il Cameo.

Come al solito, quando meno te lo aspetti.
Quando pensi di aver risolto tutto.
E ti ricorda che invece non è cambiato nulla.
Stai semplicemente fingendo.


I'm not living
I'm just killing time


Picky Bastard support Suggestions

11.11.07

I might be Wrong

Taci, nasconditi ed occulta
i propri sogni e sentimenti;
che nel profondo dell'anima tua
sorgano e volgano a tramonto
silenti, come nella notte
gli astri: contemplali tu e taci.

Può palesarsi il cuore mai?
Un altro potrà mai capirti?
Intenderà di che tu vivi?
Pensiero espresso è già menzogna.
Torba diviene la sommossa
fonte: tu ad essa bevi e taci.

Sappi in te stesso vivere soltanto.
Dentro te celi tutto un mondo
d'arcani, magici pensieri,
quali il fragore esterno introna,
quali il diurno raggio sperde:
ascolta il loro canto... e taci!

Silentium - 1830 - Fëdor Ivanovič Tjutčev/Tommaso Landolfi




Picky Bastard
support Caos & Silence

10.10.07

La prima regola di In Rainbows è che non si parla di In Rainbows

E’ nella posta. Freme. Fremo. Lo devo ascoltare. Devo ascoltarlo, forse lui riesce. In peggio, in meglio. Basta faccia qualcosa. Apro, scarico, masterizzo. Problemi nel Download. Segni del destino. Sono sempre stato un maestro a scaricare. Non ci riesco più. Sto invecchiando. Chiedo aiuto. All’ultima persona cui avrei dovuto chiederlo. Sempre la stessa risposta. Nulla. Inutile. Indifferente. Vaga.
Esprimo la mia gioia. A chi non so neanche quale faccia abbia. Lo faccio solo per poter ricevere una risposta più appassionata, naturale. Una magra consolazione. Sono rimaste solo quelle. Mi ci aggrappo.
Mi accomodo, con il mio amico di sempre. E con il mio nuovo amico. L’amico prediletto è rosso di piacere e spesso macchia le mie labbra, segno di appartenenza. Il nuovo amico, rosso anche lui, se la dorme. Non è cosciente del rito che sta per celebrarsi. Scopro che io e l’appassionato abbiamo lo stesso migliore amico. Entrambe fremiamo. Benone.

Il problema è che mi sto esaurendo. Peggio. Mi sto consumando. Esaurito lo ero già in agosto. Il medico mi prescrisse fiale di Pappa Reale e dello Zoloft (che dal nome sembrerebbe più un’arma chimica). Seguire la cura per quindici giorni. Poi parlarne con lui. Parto per le vacanze. Un anno fa qualcuno mi disse che sarei stato meglio. Avrei buttato quelle cose da una macchina in corsa. A distanza di un anno mi ritrovo a partire. Con una mano trascino una valigia e con l’altra mi aggrappo all’arma chimica. Strano scherzo del destino. Inizio la cura, spero sia veloce e indolore. E spero molte altre cose. Invano.

Torno dalla vacanza. Ancora più stanco. Anche il telefono lo è. E’ stanco di ricevere messaggi tristi e lontani. Poi l’oblio. Sono in ferie.

Tornerò al lavoro a breve. Tornerà l’inverno. Già l’estate è stata ostile. Mi aspetta un inverno glaciale. Mi devo preparare. Farò una lista. Sono sempre stato un maestro a fare liste, anche quelle, solo che erano diverse, quelle liste. Sto invecchiando.

Una mattina, dopo tre ore di torpore e quattro caffé, decido di abbandonare l’arma chimica. Ho bisogno della cosa più naturale del mondo, e paradossalmente sto cercando di trovarla con la chimica. Strano questo progresso. O forse strana questa natura. Punti di vista.

Decido di curare le piante, che almeno guariscano loro. Aspetto la luce del sole e mi affaccio in giardino. Inizio a travasare: terra, piante, cervello.
Il problema sono le radici. Sono strappate. Devo fare qualcosa. Piango. Lo annaffio.

Devo trovare le istruzioni. Non mi fido dei consigli. Fanno pensare agli acquisti. Vado in libreria. Fine agosto. Alle nove sono lì. Con gli occhi gonfi, le radici penzolanti, nel reparto psicologia. Unico cliente alle nove nel reparto psicologia in agosto. Mi prendono per un tossico in astinenza.

Autoanalisi per non pazienti. Dio sa quanto sia impaziente di stare meglio. Lo faccio mio. Torno a casa. Nel tragitto perdo della terra, sciolta dalle lacrime. Ma sono felice. Ce la devo fare. Lo voglio fare. Recuperare.

Tra i tanti consigli per gli acquisti il più quotato riferiva che ero un grande consumatore. Uno dei peggiori. Incontenibile. Prendevo tutto pur di non restare a mani vuote. Love Addict.

Ho iniziato a crederlo anch’io. D’altronde la dipendenza la conosco bene. Potrebbe essere. Meditavo. Non dormivo. Meditavo.

Il problema però non è questo. Non sono un grande consumatore. Mi impegno. Ad amare. E talvolta mi arrabbio. Quando non vedo impegno. Tutto qui.

Mi sento nudo. Peggio. Mi manca uno strato di pelle, sanguino. E questo non mi rende lucido, mi fa male. Da circa tre mesi dormo part-time. Talvolta verticale, altre orizzontale. Se prendo il Lexotan dormo on Call, con il Referendum vogliono togliere anche quello. Non chiamerà mai. La mia letargia è precaria, anche se mi trovo in eterno torpore. Il mio sonno è precario.

Ho paura del buio. Succedono un sacco di cose strane. Sento le braccia intorno alla mia vita. E sono vere, mi ci accoccolo. Il respiro fa da ninna nanna. Poi accendo la luce e sono solo. Odio il buio. Fa dei brutti scherzi. Mi fa vedere te.

La triste verità è che è stato solo un bel sogno. Tutto questo. Come diceva la mamma a Jim Morrison, come cantava Thom Yorke.
Per questo mi rifiuto di dormire.
Poi sono le cinque, mi alzo, ed in bagno trovo lo spazzolino blu a testa in giù.

Fortuna che ora ci sono loro, stasera mi cingeranno le braccia intorno alla vita e mi canteranno degli arcobaleni che splenderanno.

Anche se la regola è non parlarne.


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