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7.7.11

Carote, Aguglie ed altri Demoni

Il mercato di San Giovanni di Dio (quartiere Monteverde, Roma) è uno dei migliori mercati della zona. Per quanto si tratti di un mercato, quindi caotico, è ben organizzato.

Ai due angoli opposti ci sono i banchi di piante e fiori.
Su un lato sono schierati i banchi del pesce. Chi è appassionato ne prenderebbe uno diverso per ogni banco. Si può trovare dal pesce sciabola al tombarello all'aguglia. Tutti pesci dei nostri mari, a km zero e quindi freschissimi.

Calandosi all'interno, imbattendo tra carrelli e vecchie ipnotizzate, scorgiamo i banchi dei contadini. Sono quelli che vendono infinite qualità di zucchine con tenerumi annessi, pesche di Montelibretti, cetrioli caroselli. Poi ci sono banchi monotematici, che vendono solo ciliegie o carciofi (quando è stagione).

E' un periodo in cui provo attrazioni incontrollabili. Non presagiscono nessun pepperino, visto che l'attrazione non riguarda solo cibo, ma anche piante, libri, immagini e pietre.

Mangerei carote. Solo carote. Oggi al mercato ho trovato proprio quelle di Bugs Bunny:



Abitualmente si mangia la radice. Voglio provare anche le foglie.
Hanno un colore verde intenso, la forma del prezzemolo e non odorano molto.



Ho pulito le carote e le foglie, tagliate, condite con aglio, olio, abbondante peperoncino (potrebbe starci bene anche lo zenzero) e bagnate con del vino bianco. Al forno per 30-40 minuti.

Accompagnate da yogurt greco condito con sale pepe olio ed erba cipollina.



Questo è il risultato, le foglie di carota diventano croccanti, quasi da aperitivo, ricordando in qualche modo le alghe fritte. Ma non lo sono.

E tornando ai pesci, cercare pesci non comuni, evitare il salmone, il tonno rosso e il pesce spada.
Tutte le risposte sono qui.

24.3.11

Non è Facile Essere Verde

Non vedevo il mare.
Ma respiravo salsedine, e terra arida.
Il sole dava conforto.

Ed il mio volto era una tela.
Che tutti volevano dipingere.
Espressionista.

E poi un giardino, incolto e pieno storie.
Kermit è stata assassinata.
In un cimitero di escrementi.

La corona ancora intatta.

25.10.10

There Are Many Things That I Would Like To Say To You But I Don't Know How

Non riesco a rimuovere. E' una violenza.
Ritorno sempre. Come una DeLorean.
Perché:
Tutto resta sempre.
Come quella poltrona blu.
Come le stagioni di Čapek.
Come le citazioni.
Come gli errori.
E non smetto di.
Volerci tornare, per poterli proteggere.
Con un sorriso.
Una direzione:
Diversa.
Salvifica.

23.4.10

Broken Plates...

Tutto è nato con un articolo.
In un periodo in cui la paura rosicchiava.
Dormivo a stento.
Interpretavo rovine.

"La collera è uno scoppio emotivo in cui le funzioni cognitive 'superiori' non sono in grado di fermare l'espressione emotiva delle funzioni 'minori'."

Dalla combustione è nato questo.
Rimettere insieme i pezzi di un puzzle tramutante.
Tantrum è disceso.
nonsoloFoglieFiorieFrutti.

E' tempo di Radici.

27.10.08

She's in Parties # 2

Abbiamo trovato la vittima. Sepolta con il regista, i sensi di colpa e una valanga di dubbi.
Le costumiste sono le uniche che possono scioglierli. Ma hanno insabbiato le prove prima della chiusura del sipario. Definitiva.




Però non bisogna strappare via le foglie, bisogna lasciare che cadano. Il resto si ricompone da sé. Basta sapere aspettare.


Intanto posso affermare che odio il gatto Felix, i maglioni rossi ed il Natale.
Ma non lui.

29.9.08

New Round

Ciotole che si riempiono.
Poi si svuotano.
Passaggio di livello.
Serenità per sottrazione.
Sorridere allo specchio.
Eccellenza.
La musica prima di tutto.
Senza parole.
A parte le eccezioni.
Preferire i sentieri.
Perdersi nei passaggi.
Ricominciare dal via.



23.9.08

Kiss Me Properly

Che quando zio Dante mi faceva guardare fuori dalla finestra non diceva guarda che panorama, ma guarda che vigne...

23.8.08

Try As Hard As You Can, I've Tried As Hard As I Could

In questo periodo dell'anno mi capita di riflettere sul mio giardino. Vedere cosa passare in vasi più grandi o sulla terra, cosa seminare o concimare, tagliare rami secchi e fare talee.

Mi è successo di dare fiducia a Gelsomini dati per spacciati, a Geranei che cedevano con l'età, a Peperoncini infestati dai pidocchi o all' Alce stressata dalle avversità.



Poi ci sono delle piante con cui non sai come comportarti. La citronella, una delle prime ad arrivare qui. I rami sono lunghi e secchi. Ma continua a fare foglie. E non capisci dove trovi l'energia. Allora tagli i rami che stanno peggio, per dare forza a quelle foglie. Ma niente. E c'è chi consiglia di toglierla, spostarla in un altro posto. Ma lei resta lì, al centro del patio, con i suoi rami secchi lunghi più di un metro e le sue foglie verdi ormai troppo in alto per essere viste. Se la gode in compagnia del Mirto ed è la prima pianta a cui rivolgo il mio pensiero quotidiano. E non riesco a farne a meno. Perché so che prima o poi, troverò il modo per farla tornare folta e profumata come prima.