Visualizzazione post con etichetta Rainbows. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rainbows. Mostra tutti i post

5.7.11

Mesmerize The Light

Estratto da un articolo uscito su L'Arena a proposito di Bernard Plossu.



Perché usa solo l'obiettivo 50 mm?
È l'unico che non deforma la realtà, a differenza del grandangolo che l'allarga troppo e del teleobiettivo che la appiattisce. Il 50 mm è ciò che l'occhio vede, è la cinepresa da spalla della Nouvelle Vague, è tel quel, senza deformazioni. Lo usava anche Tiziano Malagutti con la sua Leica, sempre e solo quella. Gauguin diceva: gli effetti fanno effetto. Ma mi piacciono anche le piccole macchine fotografiche di plastica che permettono di scattare velocemente: non c'è niente da regolare, oplà, la foto è fatta. E costano poco, sono la democrazia della foto. Ancora: demistificano, queste macchinette da nulla, il mondo della pubblicità che fa credere che occorra una "buona macchina" (e dunque costosa) per fare una buona foto. Macché, è questione di sensibilità, di intelligenza visiva e l'apparecchiatura non conta nulla.
Bianco e nero o colore?
Mi interessano entrambi, ma valgono solo il contenuto e l'intelligenza dell'immagine anche se Robert Frank ha detto: "il bianco e nero è il colore della fotografia". I sogni sono in bianco e nero. E la memoria in grigio. Il grigio è un colore. L'importante è che nessuno possa dire di una foto a colori: sembra un quadro!

B. Plossu - Hirondelles andalouses

13.6.11

Honeysuckle Suite



Nato per conforto e confronto.
Per essere specchio e altro.
E guardarti negli occhi.
con rabbia e liberazione.
Ancora ti chiedo aiuto.
Tessere un tappeto.
Recidere l'ultimo filo.
Per poi farlo volare.

8.6.11

Out Of Water

"Ma il gamberetto proseguì diritto, è proprio il caso di dirlo, per la sua strada. A un certo punto si sentì chiamare da un vecchio gamberone dall’espressione malinconica che se ne stava tutto solo accanto ad un sasso. – Buon giorno, - disse il giovane gambero.
Il vecchio lo osservò a lungo, poi disse: - Cosa credi di fare? Anch’io, quando ero giovane, pensavo di insegnare ai gamberi a camminare in avanti. Ed ecco cosa ci ho guadagnato: vivo tutto solo, e la gente si mozzerebbe la lingua, piuttosto che rivolgermi la parola: Fin che sei in tempo, da’ retta a me: rassegnati a fare come gli altri e un giorno mi ringrazierai del consiglio.-
Il giovane gambero non sapeva cosa rispondere e stette zitto. Ma dentro di sé pensava:
- Ho ragione io.-
E salutato gentilmente il vecchio riprese fieramente il suo cammino."

Gianni Rodari


24.3.11

Non è Facile Essere Verde

Non vedevo il mare.
Ma respiravo salsedine, e terra arida.
Il sole dava conforto.

Ed il mio volto era una tela.
Che tutti volevano dipingere.
Espressionista.

E poi un giardino, incolto e pieno storie.
Kermit è stata assassinata.
In un cimitero di escrementi.

La corona ancora intatta.

20.11.10

The Size of It



Una sintonia di voci.
Che si inseguono e si perdono.
Eufonia caotica, un'orchestra, un quartetto jazz.

Un sogno senza un tempo.
Aleggia sulla testa.
Ero. Stavo. Così vanno le cose.

Per molto tempo ho spolverato il cuore.
Come un orologio a cucù.
E quando gli uccellini hanno smesso di uscire.

Allora.

Aprire e scomporre.
E. Gabbiani sopra la mia testa.
E. Riuscire a capire meglio.

30.9.10

Drink Up One More Time & I'll Make You Mine


Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d'acqua.
E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
Chiedo scusa all'albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
Verità, non prestarmi troppa attenzione.
Serietà, sii magnanima con me.
Sopporta, mistero dell'esistenza, se strappo fili dal tuo strascico.
Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
Chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
Chiedo scusa a tutti se non so essere ognuno e ognuna.
So che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d'ostacolo.
Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere.
Wislawa Szymborska

...a chi non ho saputo spiegare...

23.4.10

Broken Plates...

Tutto è nato con un articolo.
In un periodo in cui la paura rosicchiava.
Dormivo a stento.
Interpretavo rovine.

"La collera è uno scoppio emotivo in cui le funzioni cognitive 'superiori' non sono in grado di fermare l'espressione emotiva delle funzioni 'minori'."

Dalla combustione è nato questo.
Rimettere insieme i pezzi di un puzzle tramutante.
Tantrum è disceso.
nonsoloFoglieFiorieFrutti.

E' tempo di Radici.

3.3.09

Everything in Its Right Place


.PUNTODIFUGA.



F. Giuffrida

Necessità di attesa e solitudine per comprendere.
Poter riflettere e segnare un percorso necessario.
Non perdersi, ritrovarsi.
Parallele all'orizzonte.
Nascente luce.
.PROSPETTIVA.

5.10.08

Nothing Comes From Nothing

Da diversi giorni cerco un minerale che per motivi puramente estetici mi ha colpito parecchio.

Si tratta di Ematite.

Anche se sono completamente ignorante in materia, mi sono accorta che molto spesso cerchiamo ciò che inconsapevolmente può giovarci, oppure evitiamo cosa può nuocere. Ad esempio ho scoperto che la carne di vitello contiene il latte. Non mi piace la carne di vitello, e sono quasi intollerante al latte. Il nostro corpo capisce cosa serve in quel dato momento molto più della nostra coscienza.

Ma veniamo al punto.

Girovagando, trovo che l'ematite aiuta a disintossicare il corpo, stimola la produzione dei globuli rossi (dalle mie parti specie protetta). Fortifica Polmoni, Fegato e Reni. (I tre organi precari). Facilita IL SONNO PROFONDO, (I Could Sleep for a Thousand Years...) e favorisce la guarigione completa delle ferite. (and Cure his Heart...)

E non è tutto, questa è solamente la punta dell'Iceberg...
Stimola la Volontà, il Coraggio e l'Attività in generale. E questo potrebbe anche bastare...incita a Ricominciare ed a ripartire da zero, a sviluppare la Spontaneità, la forza di Decisione e il Coraggio necessario per vivere.
Inoltre, e dopo questo ci vado al letto, stimola la concretezza nel prendersi cura dei propri bisogni fondamentali.

Stappo un vino e brindo al mio Ematito e a Democrito.

19.3.08

Frosti. Con Un Brindisi Vi Seppelliremo



Ho una discreta lista di avvenimenti nefasti.
Alcuni evitabili, altri meno. Come chiunque.
Tutto passa. A volte torna in sogno.
Ma è un sogno. Ci si sveglia. Si ricomincia.

Solo la refrattarietà mi atterrisce.
Non la concepisco. Pietrifica. Tradisce.
Ridere e Sorridere.
la Bellezza, la Cognizione, l'Abbandono, la Disponibilità.
Solo un peso insostenibile. Una gabbia.
Invisibile e Afonica. Incomprensibile e Paralizzante.

Si prova a capire, ci si ostina.
Ma non si comprende, l'indifferenza, e spesso viene nascosta.
E confonde. E fa soffrire. E piangere. Picchiare.
Disprezzare l'Orgoglio e chi lo professa.
E poi resta il freddo vuoto.

Fino a quando non arriva
l'estremo Nord a portare calore.
Impulsivo come i Geyser.
Leggero come la neve.
Fantastico, come un carillion e un'arpa.
E ti accompagna a ritrovare la fiducia.

Perché si passano giornate a studiare incidenti,
incrementando con disgusto le casse di multinazionali.
Si mantiene il conto in rosso,
vivendo da eremita per evitare le oscenità metropolitane.
Si scarica musica e si comprano libri usati.
E non per mancanza di rispetto.
Si cerca solo di dare un senso
ad un'esistenza spesso insignificante,
scegliendo poche persone su cui riporre fiducia e onestà,
pretendendo lo stesso trattamento.


Picky Bastard support Skål!

10.10.07

La prima regola di In Rainbows è che non si parla di In Rainbows

E’ nella posta. Freme. Fremo. Lo devo ascoltare. Devo ascoltarlo, forse lui riesce. In peggio, in meglio. Basta faccia qualcosa. Apro, scarico, masterizzo. Problemi nel Download. Segni del destino. Sono sempre stato un maestro a scaricare. Non ci riesco più. Sto invecchiando. Chiedo aiuto. All’ultima persona cui avrei dovuto chiederlo. Sempre la stessa risposta. Nulla. Inutile. Indifferente. Vaga.
Esprimo la mia gioia. A chi non so neanche quale faccia abbia. Lo faccio solo per poter ricevere una risposta più appassionata, naturale. Una magra consolazione. Sono rimaste solo quelle. Mi ci aggrappo.
Mi accomodo, con il mio amico di sempre. E con il mio nuovo amico. L’amico prediletto è rosso di piacere e spesso macchia le mie labbra, segno di appartenenza. Il nuovo amico, rosso anche lui, se la dorme. Non è cosciente del rito che sta per celebrarsi. Scopro che io e l’appassionato abbiamo lo stesso migliore amico. Entrambe fremiamo. Benone.

Il problema è che mi sto esaurendo. Peggio. Mi sto consumando. Esaurito lo ero già in agosto. Il medico mi prescrisse fiale di Pappa Reale e dello Zoloft (che dal nome sembrerebbe più un’arma chimica). Seguire la cura per quindici giorni. Poi parlarne con lui. Parto per le vacanze. Un anno fa qualcuno mi disse che sarei stato meglio. Avrei buttato quelle cose da una macchina in corsa. A distanza di un anno mi ritrovo a partire. Con una mano trascino una valigia e con l’altra mi aggrappo all’arma chimica. Strano scherzo del destino. Inizio la cura, spero sia veloce e indolore. E spero molte altre cose. Invano.

Torno dalla vacanza. Ancora più stanco. Anche il telefono lo è. E’ stanco di ricevere messaggi tristi e lontani. Poi l’oblio. Sono in ferie.

Tornerò al lavoro a breve. Tornerà l’inverno. Già l’estate è stata ostile. Mi aspetta un inverno glaciale. Mi devo preparare. Farò una lista. Sono sempre stato un maestro a fare liste, anche quelle, solo che erano diverse, quelle liste. Sto invecchiando.

Una mattina, dopo tre ore di torpore e quattro caffé, decido di abbandonare l’arma chimica. Ho bisogno della cosa più naturale del mondo, e paradossalmente sto cercando di trovarla con la chimica. Strano questo progresso. O forse strana questa natura. Punti di vista.

Decido di curare le piante, che almeno guariscano loro. Aspetto la luce del sole e mi affaccio in giardino. Inizio a travasare: terra, piante, cervello.
Il problema sono le radici. Sono strappate. Devo fare qualcosa. Piango. Lo annaffio.

Devo trovare le istruzioni. Non mi fido dei consigli. Fanno pensare agli acquisti. Vado in libreria. Fine agosto. Alle nove sono lì. Con gli occhi gonfi, le radici penzolanti, nel reparto psicologia. Unico cliente alle nove nel reparto psicologia in agosto. Mi prendono per un tossico in astinenza.

Autoanalisi per non pazienti. Dio sa quanto sia impaziente di stare meglio. Lo faccio mio. Torno a casa. Nel tragitto perdo della terra, sciolta dalle lacrime. Ma sono felice. Ce la devo fare. Lo voglio fare. Recuperare.

Tra i tanti consigli per gli acquisti il più quotato riferiva che ero un grande consumatore. Uno dei peggiori. Incontenibile. Prendevo tutto pur di non restare a mani vuote. Love Addict.

Ho iniziato a crederlo anch’io. D’altronde la dipendenza la conosco bene. Potrebbe essere. Meditavo. Non dormivo. Meditavo.

Il problema però non è questo. Non sono un grande consumatore. Mi impegno. Ad amare. E talvolta mi arrabbio. Quando non vedo impegno. Tutto qui.

Mi sento nudo. Peggio. Mi manca uno strato di pelle, sanguino. E questo non mi rende lucido, mi fa male. Da circa tre mesi dormo part-time. Talvolta verticale, altre orizzontale. Se prendo il Lexotan dormo on Call, con il Referendum vogliono togliere anche quello. Non chiamerà mai. La mia letargia è precaria, anche se mi trovo in eterno torpore. Il mio sonno è precario.

Ho paura del buio. Succedono un sacco di cose strane. Sento le braccia intorno alla mia vita. E sono vere, mi ci accoccolo. Il respiro fa da ninna nanna. Poi accendo la luce e sono solo. Odio il buio. Fa dei brutti scherzi. Mi fa vedere te.

La triste verità è che è stato solo un bel sogno. Tutto questo. Come diceva la mamma a Jim Morrison, come cantava Thom Yorke.
Per questo mi rifiuto di dormire.
Poi sono le cinque, mi alzo, ed in bagno trovo lo spazzolino blu a testa in giù.

Fortuna che ora ci sono loro, stasera mi cingeranno le braccia intorno alla vita e mi canteranno degli arcobaleni che splenderanno.

Anche se la regola è non parlarne.


Picky Bastard support Radiohead